INTERVISTA DOPPIA: Lavecchia intervista Balsamo, e viceversa 

Ormai, i nostri lettori del libro “BENVENUTI IN PARADISO” sanno già tutto ciò che c’è da sapere. Devono solo decidere – se non lo hanno già fatto – se leggerlo o meno.

Allora abbiamo pensato di farci delle domande che esulino un pochino dal contesto di “BENVENUTI IN PARADISO” e consentano di far conoscere qualcosa in più di noi. Ma sempre con l’ironia che tanto ci piace.

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Palma chiede a Gianpaolo:

L’avvicinamento al mondo delle onoranze funebri credo sia un’esperienza inedita nella Tua vita. Cosa di tutto ciò più Ti ha colpito?

In realtà, noi giornalisti spesso raccontiamo la morte ma non la conosciamo. Noi giornalisti non facciamo parte dei servizi di emergenza, che raccolgono i corpi e danno la terribile notizia alle famiglie attonite. Il nostro rapporto con la morte è di seconda mano. Raramente siamo testimoni oculari: la verità è che scriviamo di ultimi momenti ai quali non abbiamo assistito e di cose che sono successe a persone che non abbiamo mai conosciuto. In “Benvenuti in Paradiso”, invece, proprio insieme a Palma, ho voluto raccontare la vita com’è, cominciando dalla fine, dalla morte, così difficile da affrontare e da spiegare…spesso anche agli adulti oltre che ai bambini. Nel libro, indossando i panni degli addetti ai lavori (siamo, appunto, due impresari di onoranze funebri) ci siamo addentrati, non senza difficoltà, in un settore che viene guardato con sospetto… D’altronde quante volte, per esempio, ci sarà capitato di sentir dire, di fronte al passaggio di un carro funebre: ”E’ vuoto, porta sfiga”. C’è nell’uomo ormai la tendenza a considerare la morte come un tabù, quasi che dolore e sofferenza vadano esorcizzati col pudore e col silenzio. Attraverso le vicende di Gianni De Paolis e Teresa Piacentini, invece, abbiamo cercato simpaticamente di dare un nome a quello che non si può dire, entrando con un salto nel regno segreto e lo abbiamo fatto in compagnia. Così in due è stato meno gravoso il compito!

Gianpaolo chiede a Palma:

Oltre a scrivere, Tu sei un Ufficiale dei Carabinieri: come riesci a far convivere le due cose, le due “anime”, precisa e rigida con la divisa, creativa e libera davanti al foglio bianco?

Quelle che Tu chiami due “anime” sono, in realtà, complementari e indispensabili, in quanto l’una “riequilibra” l’altra: se non esistesse la vena creativa, sarei troppo rigida, e se non esistesse quella più formale eccederei in stravaganza.

Normalmente, preferisco tenerle separate: a ognuna sono destinati spazi precisi e distanti, perché quando invece capita che si incontrino …fanno danni!

Palma chiede a Gianpaolo:

Hai una figlia meravigliosa. Al di là di quelle che saranno le sue reali aspirazioni, Ti immagini più emozionato a leggere un suo romanzo o un suo reportage?

Ma grazie! Anche Eliana e Patrizio, i tuoi pargoli, sono adorabili. In realtà, sveliamolo pure, io e Palma adoriamo i bambini e ci piace condividere con loro in primis i nostri lavori. Mia figlia è stata la mia prima lettrice di “Benvenuti in Paradiso”. Non ti nascondo che è stata un’emozione unica perché non mi aspettavo che lo divorasse con tanto entusiasmo. Constatare che quello che avevo scritto piacesse a qualcun altro, per di più una persona con cui ho un legame unico e speciale, come mia figlia, è stato qualcosa di indescrivibile. Mi ha reso orgoglioso del mio lavoro e pronto ad affrontare gli altri lettori.

Rispondo ora alla tua domanda: per il futuro mi immagino la mia Aurora indossare una divisa con lo sguardo fiero ed il portamento deciso. Una donna-militare, sì perché no. Una donna-militare con la passione per la scrittura. Come Palma Lavecchia

Gianpaolo chiede a Palma:

Mark Twain diceva “Non si può aspettare che arrivi l’ispirazione. Devi andarne in cerca con un bastone”. Tu dove la cerchi?

Questa frase l’hai “capata” nell’ultimo libro di aforismi acquistato domenica su una bancarella?

Battute a parte, non so dirti se sia lui ad essersi sbagliato, o io ad essere un’eccezione che confermi la regola, ma francamente l’ispirazione non l’ho mai cercata semplicemente perché già ne affiora fin troppa da sola.

Credo sia dovuto al fatto che da bambina inventavo delle storie traendo spunto da qualsiasi cosa e sotto questo profilo, evidentemente, non sono mai cresciuta.

Palma chiede a Gianpaolo:

Un nuovo romanzo a quattro mani con chi Ti piacerebbe scriverlo? Puoi sparare alto, ai sogni è concesso di non avere limiti

Ti rispondo senza esitare. Non credo ai sogni senza futuro. Sì, credo nel futuro, nelle cose vere… che mi piace trasformare in realtà. Premesso questo, beh la risposta già la conosci visto che siamo già a lavoro per un’altra entusiasmante avventura letteraria della quale, tranquilla, non svelerò nulla! D’altra parte, i lettori forse non lo sanno, sei stata tu ad avvicinarmi all’esperienza della scrittura “a quattro mani”. Da cronista di nera, attento a raccontare unicamente ciò che gli occhi vedono e le orecchie sentono, ricordo che fui un po’ scettico quando mi proponesti di scrivere insieme un’opera di fantasia, e per di più a distanza… Che sistema avremmo adottato? Come avremmo proceduto? Chi avrebbe fatto cosa? Oltretutto, non potevamo contare né su una qualche forma di collaborazione pregressa né su un’amicizia di lunga data né su una significativa condivisione di esperienze… ci conoscevamo appena! Eppure quei pochi elementi che erano emersi a margine di un incontro per la presentazione di un tuo libro, insieme ad un fitto scambio di e-mail, sono stati sufficienti a far sì che prendesse forma il nostro temerario progetto di scrittura a distanza e “a quattro mani”. Che, tra qualche mese, come dicevo, mi auguro di bissare con…Palma Lavecchia!

Gianpaolo chiede a Palma:

Un pregio e un difetto di Gianpaolo Balsamo.. hai presente?.. quel giornalista che ha scritto con Te “Benvenuti in Paradiso”…

Pregio: ne ha diversi, e tra questi apprezzo particolarmente quelli che purtroppo non possiedo io, come l’eleganza, la diplomazia. Difetto: è un giornalista. E i giornalisti, si sa, andrebbero tutti uccisi da piccoli per evitare che facciano danni. Ne sono così fermamente convinta che …ahimé.. ho finito per sposarne uno.

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